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Sterilità: cause sociali e prevenzione
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Lo stile di vita
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Lo stile di vita

  Tra i fattori finora individuati, i più rilevanti sono la dieta e l’entità dell’attività fisica. La dieta alimentare mediterranea (pochi grassi animali; verdure; pasta di grano duro, che libera gli zuccheri lentamente dando la certezza all’organismo di essere nutrito ma non ipernutrito) è riconosciuta in tutto il mondo come la più adeguata ad assicurare la tutela di una buona salute. In realtà ora è poco seguita, anche ove essa ha avuto origine, per il ritmo di vita che si accompagna all’attività scolastica prima e lavorativa poi. Ne consegue da una parte un aumento dell’obesità o comunque del sovrappeso (per eccesso di zuccheri a rapido assorbimento e di grassi animali) e dall’altra parte un controllo dell’alimentazione che può diventare patologico, spesso associato a eccesso di attività fisica. E’ poco noto quanto queste condizioni di alimentazione non equilibrata rispetto ai fabbisogni dell’organismo incidano sulla probabilità di gravidanza, anche se molti studi evidenziano come (al di là del fattore età) un’adeguata ovulazione si verifica solo quando l’organismo si senta nutrito in modo equilibrato e coerente con il proprio dispendio energetico. Se l’organismo si sente troppo nutrito o, all’opposto, relativamente sottonutrito, si hanno interferenze sulla funzione ovarica che si possono esprimere con mancanza o irregolarità delle mestruazioni, oppure, pur con mestruazioni abbastanza regolari, con sottili difetti della ovulazione.

  Particolarmente subdole, ma anche frequenti, sono le imperfezioni dell’ovulazione per il sovrapporsi di sottopeso e fattori di tensione. Tra questi, lo stress derivante dal protrarsi per mesi di rapporti “mirati”, soprattutto se concomita (come spessissimo avviene) qualche problema del quadro seminale; è bene ricordare che, qualunque siano le caratteristiche degli spermatozoi, due/tre rapporti distribuiti nella settimana (soprattutto se guidati dal desiderio, che è massimo nella fase preovulatoria e ovulatoria) permettono di “centrare” il periodo fertile, mantenendo al meglio le possibilità della coppia.

  In caso di obesità il tempo di ricerca di gravidanza è raddoppiato, mentre si incrementa di quattro volte in caso di sottopeso. In caso di sovrappeso o obesità il danno riproduttivo riguarda anche gli uomini e si manifesta non solo con una riduzione del numero di spermatozoi, ma in particolare di quelli mobili con assetto cromosomico normale. Il danno è nettamente incrementato se entrambi i membri della coppia sono sovrappeso o obesi. I problemi derivanti da fattori nutrizionali non sono superati completamente dai farmaci favorenti l’ovulazione e nemmeno dall’applicazione di tecniche di PMA.

  Sia il sovrappeso sia il sottopeso, oltre a ridurre le possibilità di ottenere la gravidanza, aumentano il rischio di aborto e di complicanze (ipertensione e diabete gestazionale in caso di sovrappeso; iposviluppo fetale e parto prematuro in caso di sottopeso).

  Con alcuni semplici esami e un’accurata anamnesi il medico può definire, anche in caso di mestruazioni regolari, l’opportunità di modifiche dell’alimentazione che favoriscano una più efficiente funzione ovarica. In ogni caso, la dieta mediterranea tradizionale è vivamente raccomandabile.

  Per quanto riguarda l’alcool, un uso moderato non pare correlato ad aumento di rischio di sterilità.

 



Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Luglio 2013 23:32