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Irregolarità mestruali e amenorree



Le irregolarità mestruali e soprattutto l’assenza delle mestruazioni (amenorrea) possono conseguire a patologie organiche o funzionali oppure essere espressione di anomala funzione ovarica per carenze o eccessi nutrizionali. Una diagnosi tempestiva permette impostazioni terapeutiche in grado di risolvere nella maggior parte dei casi il problema prevenendo complicanze future.
Le amenorree possono essere: 1. assai raramente da alterazioni organiche dell’utero e/o della vagina, che impediscono il determinarsi (o, più raramente, il manifestarsi) del flusso mestruale; 2. da alterazione dell’asse ipotalamo-ipofiso-ovarico, causa di carenze o anomalie degli stimoli ormonali (estrogeni e progesterone) determinanti la crescita e il periodico distacco della mucosa endouterina.
Un’ulteriore classificazione di rilievo clinico delle amenorree si basa sulla responsività (flusso mestruale alla fine del trattamento) a un farmaco progestinico: amenorree progestinico-positive, caratterizzate da una produzione estrogenica in grado di indurre crescita della mucosa endouterina; amenorree progestinico-negative, crescita della mucosa endouterina assente per carenza estrogenica (oppure per le alterazioni organiche di cui al punto 1).
     Le alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofiso-ovarico, e quindi della funzione ovarica, possono avere cause, caratteristiche e conseguenze molto diverse.
Alla loro base possono esservi, raramente, patologie della regione ipotalamica del cervello, oppure, meno raramente, dell’ipofisi, con deficitaria produzione degli ormoni stimolatori dell’ovaio, le gonadotropine, ed eventuale iperproduzione, a seconda dei casi, dell’ormone somatotropo (GH), o dell’ormone corticotropo (ACTH), o, più frequentemente, della prolattina. Altre cause possono essere le disfunzioni della tiroide o delle ghiandole corticosurrenaliche. A carico di queste ultime possono esservi alterazioni a base genetica, causa di iperandrogenismo. Un’eccessiva produzione di androgeni può derivare, assai raramente, da forme tumorali del corticosurrene oppure dell’ovaio stesso.
Tuttavia, la forma più frequente di iperandrogenismo è quella causata dalle alterazioni metaboliche derivanti da sovrappeso e/o da relativo eccesso di zuccheri a rapido assorbimento. Queste alterazioni metaboliche, che hanno il loro punto focale in un’eccessiva produzione di insulina, stimolano in modo inappropriato l’ovaio e la produzione di ormoni androgeni, con irregolarità mestruali, sino all’amenorrea, accompagnate da manifestazioni più o meno nette di iperandrogenismo (seborrea, acne, irsutismo, alopecia androgenetica) e da un quadro ecografico di ovaio micropolicistico (vedi).
All’opposto, un bilancio energetico negativo – per difetto nutrizionale, o relativo eccesso di attività fisica, con sottopeso e frequente concomitanza di disagi d’ordine psicologico – porta ad un rallentamento della stimolazione ovarica da parte delle strutture ipotalamo-ipofisariche, con amenorrea, carenza di estrogeni e, soprattutto nelle ragazze più giovani, compromissione dell’irrobustimento osseo con rischio di osteoporosi (vedi) non solo per la carenza di estrogeni ma anche per la ridotta produzione dei fattori di crescita.
Infine, diversi meccanismi possono portare ad uno spegnimento precoce della funzione ovarica, con incapacità a rispondere alle stimolazioni delle gonadotropine ipofisariche, la cosiddetta menopausa prematura; tra questi, di particolare rilievo sono i fattori genetici e le alterazioni a base autoimmune, cui possono concomitare patologie autoimmuni interessanti altre ghiandole endocrine, quali la tiroide e il corticosurrene, o altri organi e apparati.
     Nelle amenorree di breve durata, senza particolari alterazioni ormonali e progestinico-positive, in genere dovute a stress e/o a restrizioni alimentari, il progestinico può essere ripetuto ciclicamente a distanza di 50-60 giorni dal flusso; l’eventuale passaggio a progestinico-negatività segnala il peggioramento della situazione.
Per patologie specifiche (iperprolattinemia, distiroidismi, etc.): terapie ad hoc.
Nelle amenorree da sottopeso possono essere utili alcune forme di terapia ormonale. Tuttavia, nei casi di anoressia / para-anoressia è da evitare (soprattutto nelle giovanissime) che l’impiego delle terapie contribuisca a dare una falsa impressione di “normalità”, distogliendo dall’affrontare il problema reale, quello della carenza nutrizionale.
In caso di ovaio micropolicistico può essere indicato l’impiego di “pillole” ad azione antiandrogenica; anche in tal caso è essenziale l’approccio dietologico.
In caso di menopausa prematura o precoce la terapia deve essere impostata considerando che sono possibili riprese sia pur transitorie, di funzionalità ovarica, anche con (remote) possibilità di gravidanza; quindi, a seconda dei casi, terapie ormonali con preparati che non impediscano o danneggino l’eventuale gravidanza, ovvero all’opposto, contraccettivi orali.
 
 
Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Luglio 2013 22:32