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Infertilità di coppia


     L’infertilità di coppia comprende condizioni assai differenti. Da un lato situazioni di vera impossibilità a ottenere la gravidanza, in genere superabili con l’intervento del medico. D’altro lato, assai più frequentemente, situazioni in cui esistono fattori che riducono la fertilità, ma nelle quali è possibile (con differente grado di probabilità, a seconda dei casi) una gravidanza spontanea. Questa è facilitata dall’individuazione e dal contrasto dei fattori interferenti, in alternativa o anche a fianco delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA).
     È da considerare che vi è una subfertilità di base: anche quando tutto è a posto e la coppia è giovane, le probabilità che inizi una gravidanza in grado di evolvere sono, di mese in mese, del 25% in media. L’avanzare dell’età della donna accentua la fisiologica subfertilità. Infatti, la fecondabilità diminuisce leggermente già dopo i 30 anni, e in modo più marcato dopo i 35. Questi problemi legati alla fisiologia della riproduzione non possono essere completamente superati neanche con il ricorso alle procedure più complesse di PMA quali la FIVET/ICSI.
     Le patologie che rendono impossibile o riducono la fertilità della coppia sono: alterazioni della funzione ovarica (nel 20-30% dei casi), alterazioni tubariche (15-20%), endometriosi (5%), alterazione nel numero e motilità degli spermatozoi (25-35%). Spesso si ha il sovrapporsi di più fattori. Nel 10-15% dei casi non è rilevabile alcuna alterazione: si tratta delle cosiddette forme «non spiegate» o «idiopatiche». In tali casi è da ipotizzarsi la presenza di un fattore maschile misconosciuto o sottili difetti dell’ovulazione, espressione subliminale di quelle situazioni che frequentemente, quando siano più accentuate, determinano ben individuabili irregolarità della funzione ovarica (sino all’amenorrea): ipernutrizione, da un lato, e soprattutto, d’altro lato, sottopeso e/o restrizioni alimentari e/o eccesso di attività fisica. Più o meno sottili difetti dell’ovulazione si riscontrano anche con l’avanzare dell’età per quella condizione che si definisce «riserva ovarica ridotta» e che comporta una subfertilità, talvolta definita idiopatica se non ancora evidenziata.
Le forme «non spiegate» hanno possibilità di risoluzione spontanea inversamente correlata alla loro durata e all’età della donna, ma nell’insieme consistente: quando la durata sia superiore ai 3 anni e l’età della donna superiore ai 25 le possibilità sono tra il 20% e il 40% nei 2-10 anni successivi, e ciò anche dopo tentativi infruttuosi di PMA. Nel caso di fattore maschile c’è una correlazione negativa con l’età e con lo stile di vita (ad esempio fumo, obesità), ma le possibilità di gravidanza indipendente da terapie, pur essendo inversamente correlate all’entità del fattore stesso, sono comunque presenti.
     Molti studi evidenziano come (al di là del fattore età) una ottimale ovulazione si verifica solo quando l’organismo si senta nutrito in modo equilibrato e coerente con il proprio dispendio energetico. Se l’organismo si sente troppo nutrito o, all’opposto, relativamente sottonutrito, si hanno interferenze sulla funzione ovarica che si possono esprimere con scomparsa (amenorrea) o irregolarità delle mestruazioni, oppure, pur con mestruazioni abbastanza regolari, con sottili difetti della ovulazione. Particolarmente subdole, ma anche frequenti, sono le imperfezioni dell’ovulazione per il sovrapporsi di sottopeso e fattori di tensione. Tra questi, lo stress derivante dal protrarsi per mesi e mesi di rapporti “mirati”. Da notare che i problemi derivanti da fattori nutrizionali non sono superati completamente dai farmaci favorenti l’ovulazione e nemmeno dall’applicazione di tecniche di PMA. Sia il sovrappeso sia il sottopeso, oltre a ridurre le possibilità di ottenere la gravidanza, aumentano il rischio di aborto e di complicanze (ipertensione e diabete gestazionale in caso di sovrappeso; iposviluppo fetale e parto prematuro in caso di sottopeso).
     Con alcuni semplici esami e un’accurata anamnesi il medico può definire, anche in caso di mestruazioni regolari, l’opportunità di modifiche dell’alimentazione.
 
Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Luglio 2013 22:46