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Climaterio e Menopausa
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Menopausa
Terapie Ormonali (TO)
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 CLIMATERIO

 

La fase climaterica di transizione, caratterizzata da oscillazioni e squilibri nella produzione ormonale, può causare dei problemi soprattutto d’ordine emorragico, che si possono trattare, e anche prevenire, con terapie semplici e prive di rischi. 

     Solo una minoranza di donne passa in modo netto dalla regolarità mestruale alla menopausa. In genere, come conseguenza del progressivo esaurirsi del patrimonio di follicoli ovarici, si hanno irregolarità più o meno nette e durature. I cicli non-ovulatori, con produzione di estrogeni ma non di progesterone, sono caratterizzati in genere da anomalie della lunghezza. Il flusso può essere alternativamente molto breve o prolungato nel tempo, scarso o molto abbondante o, soprattutto in presenza di fibromatosi uterina, francamente emorragico. Queste irregolarità spesso si alternano, imprevedibilmente, a ripresa transitoria di una regolare funzione ovulatoria. 

Possono comparire anche disturbi soggettivi dovuti, in una prima fase, a relativa iperproduzione di estrogeni (gonfiore, dolorabilità al seno, ritenzione idrica), e poi, in una seconda fase, dapprima in modo transitorio e poi man mano più netto e costante, al declinare della produzione di estrogeni. Con la carenza di estrogeni possono manifestarsi vari disturbi che nel loro insieme costituiscono la cosiddetta sindrome climaterica (vampate, sudorazioni, turbe del sonno, modificazione dell’umore). Tali disturbi sono causati o favoriti dallo squilibrio che si determina a livello dei centri neurovegetativi per il passaggio da una condizione caratterizzata da un buon livello di estrogeni ad un'altra caratterizzata da sostanziale carenza di estrogeni. La sensibilità alla modificazione ormonale differisce notevolmente da donna a donna. Ad esempio, una minoranza di donne lamenta anche disturbi particolari quali calo della memoria, perdita del senso di benessere, sensazione di asciuttezza dei genitali a seguito della carenza ormonale. Altre non hanno disturbo alcuno.

     Impiego dei progestinici nella fase di transizione alla menopausa. In questa fase vi è il rischio di emorragie, derivanti da una mucosa endouterina fatta crescere dagli estrogeni ma non preparata ad una regolare desquamazione per assenza di progesterone. La somministrazione periodica (ogni 2-3 mesi, oppure mensile, a seconda dei casi) di progesterone o di un progestinico pone le premesse perché si abbia, alla fine del trattamento, una desquamazione la più regolare possibile, con un flusso similmestruale. Quando, per sopravvenuta carenza anche di estrogeni, la mucosa endouterina non cresce più, la somministrazione del progestinico non è più seguita da perdita alcuna. L'impiego del progestinico contribuisce così a segnalare il passaggio alla fase di carenza di estrogeni.

     In qualche caso, per spiccati disturbi soggettivi, è opportuno aggiungere piccole quantità di estrogeni; in altri casi è conveniente utilizzare preparati estro-progestinici contraccettivi.

  



Ultimo aggiornamento Domenica 28 Luglio 2013 20:18