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Climaterio e Menopausa
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Menopausa
Terapie Ormonali (TO)
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Menopausa

 

Dopo la menopausa, oltre ai disturbi soggettivi (sindrome climaterica) che possono essere molto fastidiosi e che durano in qualche caso anche per anni, la carenza di estrogeni può causare altri problemi. Sono disponibili trattamenti (terapie ormonali e altro) in grado di eliminare i disturbi e di contrastare, con efficacia e sicurezza, i problemi. Gli estrogeni influenzano molti tessuti ed apparati. Non stupisce quindi che la carenza di questi ormoni possa (con differenze da un soggetto all’altro) accelerare i processi regressivi dovuti anche all'invecchiamento, a livello del sistema cardiovascolare, dell’apparato genitale e del tessuto osseo.

     Gli estrogeni costituiscono un importante fattore di protezione del tessuto osseo. Sintantoché sono presenti tali ormoni, il continuo alternarsi di decostruzione e di ricostruzione è in sostanziale equilibrio. Con la menopausa e il conseguente calo ormonale, si accentua la decostruzione con una perdita accelerata e più o meno rilevante di tessuto osseo, cui segue un'ulteriore lenta perdita negli anni successivi. Le donne che, per fattori costituzionali o altro, già prima della menopausa presentano una massa ossea poco consistente o che registrano una più netta perdita post-menopausale, possono più facilmente andare incontro, nel tempo, all’osteoporosi e a fratture su base osteoporotica (cedimenti vertebrali e, più avanti negli anni, frattura del collo del femore).

     L’alterato trofismo dei tessuti, causato dalla carenza estrogenica, determina in circa una donna su tre disturbi a livello dei genitali che rendono il rapporto sessuale insoddisfacente o fastidioso, e a volte francamente doloroso (dispareunia). Si innesca con facilità un circolo vizioso per cui, dato il ricordo più o meno conscio del disagio, ci si avvicina al rapporto senza quel grado di desiderio necessario all’adeguata preparazione dei tessuti genitali . Ne derivano ulteriori problemi, comprese possibili ripercussioni cistitiche, tanto che spesso si tende a rinunciare al rapporto. E’ molto importante che si prendano provvedimenti ai primi segni, onde evitare di cadere nel “circolo vizioso”. Il medico può aiutare, prescrivendo trattamenti locali a base di sostanze eutrofizzanti (acido ialuronico o simili) e anche a base di estrogeni attivi solo localmente, oltre a creme o gel lubrificanti. Risultati buoni si possono ottenere con la fisioterapia del pavimento pelvico, la struttura muscolo-connettivale in cui è inserita la parte più esterna dell’ apparato uro-genitale. Questi esercizi sono anche preziosi per prevenire o contrastare le forme di incontinenza urinaria , sia quella “da urgenza” sia “ quella “da sforzo”, che interessano nell’ insieme circa una donna su due dopo i 50 anni.

     L’impiego di una terapia ormonale (TO) di tipo sistemico comporta indubbi benefici nei confronti dei problemi sessuologici (meno nei confronti dell’ incontinenza, in particolare quella “da sforzo”). Le indicazioni alla TO sono: la menopausa prematura, forti disturbi soggettivi (vampate etc.), quadro di osteoporosi in donne al di sotto dei 60 anni .

     Stile di vita. L'osservare alcune norme costituisce un fattore di riduzione dei principali rischi del periodo post-menopausale (osteoporosi, patologia cardiovascolare e anche rischio tumorale). Nella maggior parte dei soggetti ciò può essere sufficiente, eventualmente con l'aggiunta di trattamenti locali per migliorare il trofismo della parete vaginale. L’incrementare l'attività fisica comporta: miglioramento del tono dell'umore (maggiore tollerabilità delle vampate); miglioramento dell'insonnia; riduzione del rischio osseo; riduzione del rischio cardiovascolare; miglioramento della circolazione negli arti inferiori; freno nei confronti dei processi artrosici; riduzione del rischio tumorale (mammella, endometrio, colon). Le persone non abituate ad esercizi ginnico-sportivi dovrebbero puntare soprattutto sul camminare (1/2 ora al giorno a passo veloce comporta indubbi vantaggi per la salute) e fare cyclette. Per ridurre vampate e sudorazioni evitare l'eccesso di caffè e the, nonché il cioccolato, i cibi piccanti e gli alcoolici. Ma soprattutto, una sana alimentazione è importante per ridurre sia il rischio vascolare sia il rischio di osteoporosi, diminuendo nel contempo il rischio di tumori. Al riguardo, è opportuna un'alimentazione non eccessiva (1800-2000 calorie al dì) e variata, ma che sia: povera di grassi d'origine animale (burro, carni rosse, salumi, etc), di zuccheri a rapido assorbimento e di sale. Quindi un'alimentazione di tipo mediterraneo, con: farinacei poco raffinati (pane integrale e pasta di grano duro); pesce e molte verdure poco conditi; latte o yogurt scremati; poco o niente cibi dolci; frutta fresca; piccole quantità di alcoolici.

     Impiego di integratori. Preparazioni contenenti fitoestrogeni o altri prodotti naturali possono essere di utilità per contrastare alcuni dei disturbi climaterici. Un’integrazione di omega3 può ridurre il rischio per il cuore e contrastare i problemi legati alla menopausa (comprese le vampate) e all’invecchiamento. Il medico può valutare l’opportunità dell’impiego di sali di calcio e vitamina D, soprattutto quando vi sia osteopenia o osteoporosi.

 



Ultimo aggiornamento Domenica 28 Luglio 2013 20:18