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ENDOMETRIOSI

 

 

L’endometriosi è una patologia benigna che colpisce più del 10% delle donne in età fertile. È frequente causa di varie forme di dolore pelvico: forte dolore mestruale; dolore nei rapporti sessuali; dolore pelvico cronico, anche al di fuori dei flussi mestruali; a volte dolore alla minzione o alla defecazione. Nel 30-50% è anche associata ad infertilità. Appropriate terapie chirurgiche e/o ormonali consentono sia di contrastare la sintomatologia dolorosa e la progressione della malattia sia di preservare al meglio possibile la fertilità.

Eziopatogenesi e conseguenze

L’endometriosi è caratterizzata dalla presenza di focolai di mucosa endouterina (endometrio) in varie sedi extrauterine, in particolare nello scavo pelvico (ovaie, peritoneo e legamenti che circondano l’utero, spazio retrouterino, setto retto-vaginale).

Questo tessuto ectopico risente degli stessi stimoli ormonali della mucosa endouterina per cui ciclicamente prolifera, si sfalda e sanguina, mimando la mestruazione. Ne derivano reazioni infiammatorie che producono, oltre al dolore, aderenze e distorsioni degli organi sede degli impianti ectopici, con ostacolo alla loro funzionalità.

L’endometriosi è riscontrabile nel 70-90% delle donne con sintomatologia dolorosa pelvica ed è associata ad infertilità nel 30-50% dei casi.

Opzioni terapeutiche

In non pochi casi è opportuno intervento chirurgico perlaparoscopico di rimozione dei focolai. Tuttavia l’endometriosi è potenzialmente una malattia cronica, con spiccata tendenza a recidivare dopo chirurgia: segni e sintomi ricompaiono nel 25% dei casi entro tre anni e nel 40-50% dei casi entro cinque anni.

 

Le terapie mediche (ormonali)

Fortunatamente sono oggi disponibili terapie mediche (ormonali) che consentono di far fronte al problema anche su lunghi periodi. Le terapie ormonali si basano sul blocco più o meno completo della funzione ovarica, con inibizione dell’ovulazione e/o riduzione sino alla scomparsa (amenorrea) del flusso mestruale. Si impiegano progestinici o nuove formulazioni estro-progestiniche. La terapia ormonale non è in grado di far riassorbire completamente i focolai di endometriosi; tuttavia è estremamente efficace nel contrastare il dolore, contenendo nel contempo la crescita degli impianti presenti e riducendo il rischio di nuovi impianti.

Essa è indicata: 1. nei casi di documentata endometriosi superficiale; 2. quando vi sia una forte presunzione della presenza di endometriosi, ma vi siano motivi per evitare o posticipare l’intervento chirurgico (laparoscopia); 3. dopo intervento chirurgico, anche sul lungo periodo.

Ciò sino alla ricerca della gravidanza, che comunque dovrebbe avvenire al più presto possibile.

Altre forme di terapia ormonale, che determinano una seppur transitoria menopausa con disturbi climaterici e perdita di tessuto osseo, dovrebbero essere riservate a situazioni particolari, ad es. nei mesi precedenti l’applicazione di una tecnica di procreazione assistita di II° livello ( FIV-ET).

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Giugno 2014 21:32